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1961 Citroën AMI6, Flaminio Bertoni e André Lefebvre realizzano un altro pezzo di storia dell'automobile

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Questa è una storia tipicamente Citroën, dove nella progettazione di un’auto, l’aspetto umano è predominante su ogni altro. I protagonisti principali sono il designer varesino Flaminio Bertoni , il Direttore Generale Pierre Bercot , da poco arrivato in Citroën, e l’ingegnere capo André Lefebvre . Tutto comincia nella metà degli anni ’50, quando serviva una vettura media, di circa un litro di cilindrata, da inserire in gamma tra la Citroën 2CV e la Citroën DS19. Purtroppo, però, alcuni fattori avevano drenato le risorse economiche della Marca del Double Chevron tra cui la guerra, il difficile periodo della ricostruzione e l’incredibile lavoro di ricerca e progettazione che avrebbero portato, tra il 1947 ed il 1955, al lancio di tre veicoli quali il furgone Citroën Type-H, la Citroën 2CV e la Citroën DS19. L'aerodinamica, le Citroën C10 e C60 e il nuovo progetto sul pianale della Citroën 2CV Non mancavano le idee. Si andava dalle vetture super-aerodinamiche come la Citroën

Nascita ed evoluzione del marchio Opel, da Alexandre Darracq alla Opel-Motorwagen

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Nel 1899 , suo primo anno di attività in campo automobilistico, Opel consegnò 11 veicoli, tutti fatti ancora a mano. L'auspicata produzione automobilistica era ancora di là da venire. La Patent-Motorwagen ,   costruita su brevetto di Friedrich Lutzmann , aveva portato la Opel sulla strada della prima produzione automobilistica e aveva acceso l'entusiasmo dei fratelli Opel nei confronti di questo nuovo prodotto industriale. Il crescente numero di veicoli circolanti sembrava del resto dar loro ragione: nel 1900 c'erano già 12.000 automobili nel mondo, 8.500 delle quali nella sola Europa. Nella Primavera del 1901 i fratelli Carl , Wilhelm e Fritz Opel si recarono pertanto al Salone dell’Automobile di Parigi per osservare da vicino i prodotti della concorrenza e si resero presto conto che la Patent-Motorwagen doveva progredire per tenere il passo con il progresso tecnico. Fino alla fine del 1901, costruirono ancora alcuni esemplari giungendo, complessivamente, al numero d

Chi era André-Gustave Citroën?

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Nella fredda notta tra il 4 e il 5 febbraio 1878 , circa  143 anni fa , nasceva a Parigi André-Gustave Citroën: l’eclettico fondatore della Marca che tutt’oggi porta il suo nome e che deve, proprio al suo patron, quell’impronta geniale ed innovativa che da sempre la contraddistingue. André-Gustave Citroën, ultimo di cinque figli, vide la luce in una famiglia cosmopolita, con il pallino per gli affari. Le origini del cognome Citroën Le origini del cognome provengono da lontano. Suo padre Levie Citroën era un commerciante di pietre preziose, figlio di Barend, un artigiano orafo, a sua volta figlio di un venditore di frutta, olandese, di nome Roelof, nato senza alcun cognome. Nel 1811, Napoleone I ordinò un censimento che prevedeva l’istituzione di un cognome per tutti coloro che ne erano sprovvisti, e fu allora che Roelof, in riferimento alla sua professione, fu chiamato Limoenmann (letteralmente l’uomo dei limoni ). Quando uno dei suoi figli, Barend, divenuto artigiano orafo, decise

Audi e-tron GT: intervista a Marc Lichte, Responsabile del Design Audi

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" È l’auto più bella che abbia mai disegnato ". Così si è espresso Marc Lichte , Responsabile del Design Audi , quando è stata svelata a Los Angeles, nell’autunno del 2018, la show car Audi e-tron GT Concept . Due anni dopo, la prima Gran Turismo elettrica dei quattro anelli è pronta al debutto in veste definitiva. Il 9 febbraio, infatti, debutterà Audi e-tron GT. Qui di seguito, un'intervista rilasciata dallo stesso Marc Lichte. La presentazione di questo modello la emoziona ancora, sebbene sia a capo del design Audi da sette anni e in questo lasso di tempo abbia "firmato" lo stile di decine di vetture?   Un’anteprima mondiale è sempre un momento magico. Ciò vale per me personalmente, così come per tutto il team di Audi Design. Con la presentazione di una nuova vettura termina un processo di sviluppo che solitamente dura quattro anni. Un lungo percorso caratterizzato da un duro lavoro, molteplici discussioni e decisioni talvolta difficili. Alla fine, in ogni c

Citroën 2CV Spot, storia delle sue origini

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Presentata nel 1976 , la Citroën 2CV Spot diede un grande impulso alle vendite della Marca. Opera dell’artista Serge Gevin, si distinse per i suoi colori vivaci, che viravano sulla tonalità dell’arancione. Molto apprezzata dal pubblico, fu un grande successo tanto da rappresentare la prima di numerose successive serie speciali realizzate sull’iconica Citroën 2CV.  Citroën e gli anni '70: crisi petrolifera e uscita di produzione della Citroën DS e della Citroën SM La metà degli anni ’70 è stata segnata in Citroën da una serie di eventi: da un lato il rinnovamento della gamma, con l’introduzione nel ’74 della nuova Citroën CX e l’avvio del modernissimo stabilimento destinato a produrla, ad Aulnay (a nord di Parigi), dall’altro la congiuntura determinata dalla crisi petrolifera e la psicosi collettiva che ne derivò a livello planetario. Quest’ultimo fattore, in particolare, si rivelò fatale per due icone dell’automobilismo come Citroën DS e Citroën SM, che uscirono contemporaneamente

SangYup Lee insignito del Grand Prize of Design

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Hyundai ha annunciato che SangYup Lee , Senior Vice President e Head of Hyundai Global Design Center , è stato insignito dell’ambito premio Grand Prize of Design, in occasione della 36esima edizione del Festival Automobile International (FAI). " È un grande onore ricevere questo Grand Prize ", ha affermato il Senior Vice President SangYup Lee. " Sono convinto che il nostro dovere sia di lavorare per un futuro migliore e permettere a Hyundai di essere riconosciuta attraverso un design che si è adattato ai bisogni correlati agli stili di vita dei nostri clienti e al loro tempo prezioso. Vorrei condividere questa gloria con tutti i miei mentori e colleghi, i quali mi hanno adottato come un membro di famiglia nel corso della mia carriera ". Sin dal suo ingresso in Hyundai nel 2016, SangYup Lee ha plasmato con successo le strategie e la direzione del design del brand, facendo leva su oltre 20 anni di esperienza in case automobilistiche di lusso di fama mondiale. Nel 2

Volvo 760, la rinascita del costruttore svedese

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Quando nel 1982 venne presentata la Volvo 760, nessuno avrebbe mai immaginato che quest’auto con il suo design originale sarebbe stata la salvezza per la casa di Göteborg. I progetti della Volvo 760 risalgono alla metà degli anni ’70, un periodo difficile per tutti i costruttori, anche per quelli americani. Il settore auto stava infatti scontando gli effetti della crisi petrolifera e Volvo, come gli altri, non navigava in acque tranquille. Non solo. Il costo di assemblaggio delle vetture che uscivano dallo stabilimento di Torslanda in Svezia era troppo alto, così alto che non era più possibile esportarle a causa della bassa convenienza. Volvo 760 GLE. Se da una parte i costruttori stavano ancora leccandosi le ferite della grande crisi petrolifera, dall’altro c’erano tutti i dubbi su quale sarebbero state le auto giuste per gli anni ’80. Il pubblico stesso era disorientato e al momento l’attenzione era totalmente rivolta ad auto parsimoniose nei consumi e di dimensioni più contenute. In

Volkswagen Maggiolino, 75 anni fa iniziava la produzione in serie a Wolfsburg

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Il 27 dicembre 1945, nella fabbrica tedesca di Wolfsburg, iniziò la produzione di serie della Volkswagen Typ 1. E con essa, la storia di successo dell’intera Volkswagen. L’origine di questo modello si deve ai nazisti, che vollero farne un progetto di prestigio del regime, ma dal 1939 lo stabilimento che doveva costruirlo venne convertito alla produzione bellica. Fino alla fine della seconda guerra mondiale, infatti, appena 630 unità avevano lasciato la fabbrica Volkswagen. Il modello, intanto, nel 1938 era stato rinominato KdF-Wagen, ossia " l’auto della forza attraverso la gioia ", in quanto la sua realizzazione era gestita dall’omonima organizzazione ricreativa nazista, parte del Fronte dei Lavoratori Tedeschi. Tuttavia, fu solo sotto l’amministrazione fiduciaria inglese che a Wolfsburg iniziò la storia di successo del Maggiolino Volkswagen, grazie alla straordinaria visione strategica del Maggiore Ivan Hirst. Produzione della Volkswagen Typ 1 nello stabilimento di Wolfsbur

1963 Buick Riviera Coupe, Ferrari e Rolls-Royce fonti ispiratrici

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La Buick Riviera Coupe del 1963 venne disegnata dal Centro Stile di General Motors in un periodo in cui Bill Mitchell, il guru del design di casa GM, guardava all’Europa con estremo interesse. La modernità della Rolls-Royce Silver Cloud del 1960 calamitò la sua attenzione. Ma non solo. Lo stile particolarmente aggressivo, che portava la firma di Pininfarina attraverso le splendide linee della Ferrari 250 GT, fu sorgente di grande ispirazione per l’eccentrico Mitchell che, nel 1963, portò sul mercato la Buick Riviera, i cui tratti stilistici erano fortemente legati a quelli della vettura di Maranello. Per gli interni, invece, il richiamo al mondo dell’aeronautica fu incredibile in quegli anni e in Buick, molto probabilmente, pensarono che al posto di guida della Riviera si sarebbe seduto più un pilota che un semplice conducente. Gli interni di ispirazione aeronautica ne furono infatti una chiara dimostrazione.  1963 Buick Riviera Coupe. 1963 Buick Riviera Coupe. 1960 Ferrari 250 GT Pini

Paul Ernest Mary Magès e le sospensioni idropneumatiche di Citroën

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Paul Ernest Mary Magès nacque ad Aussois, in Savoia, il 9 marzo 1908. Nell'agosto del 1925, dopo le scuole professionali, venne assunto, diciassettenne, presso Citroën, come disegnatore. Magès era un personaggio dalla personalità eclettica: oltre a svolgere il suo lavoro con eccezionale rapidità e precisione, suggeriva continuamente nuove idee e soluzioni; come quando, alla fine degli anni '20, propose una riorganizzazione completa del reparto “Gutenberg” (dal nome della strada che lo attraversa) della fabbrica di quai de Javel, dove venivano prodotti i motori. André Citroën in persona lo nominò capo della programmazione di quel settore, ma lui non si fermò e ne riorganizzò altri due: la ferratura e la produzione degli impianti elettrici. Paul Magès aveva solo 22 anni. 1970 Citroën GS. Paul Ernest Mary Magès diventa capo del Super Controllo, la struttura che si occupava di sorvegliare ogni dipartimento tecnico di Citroën Nel 1934 divenne vice-responsabile del delicatissimo dipa