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Audi Sport quattro

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Al Salone Internazionale dell’Automobile di Ginevra del 1980 , una coupé sportiva suscitò grande clamore: sulla calandra spiccava il logo dei quattro anelli, mentre sotto la scocca operava la trazione integrale quattro. Audi quattro , icona del Brand, fu la prima vettura europea equipaggiata con la soluzione 4WD : una scelta tecnica rivelatasi sin dagli albori perfetta per ottenere leggerezza, compattezza, efficienza e ridotte perdite meccaniche. La coupé Audi quattro esordì nel Motorsport all’inizio del 1981 , in occasione dello Jänner Rallye in Austria . Da allora, il sistema di trazione integrale progettato dalla Casa di Ingolstadt ha rivoluzionato il mondo dei rally e del Motorsport.  Per confermare i vantaggi competitivi nei confronti della concorrenza, dall’estate del 1982 , Audi iniziò a sviluppare una variante a passo corto, introducendo una riduzione del passo di 320 mm . Nacque così, nel 1984 , Audi Sport quattro .  Il 5 cilindri turbo di 2,1 l , forte della distribuzio

AUTOMOTORACING a Fiere di Parma

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Cambia la location, ma non il brivido della competizione che da sempre caratterizza  AUTOMOTORACING . Sabato 4 e domenica 5 marzo 2023 , nell’area esterna di Fiere di Parma è confermata per il quarto anno di fila La Grande Sfida , che sarà suddivisa in tre imperdibili challenge: l’emozionante gara di velocità tra otto campioni di rally di fama internazionale chiamati a contendersi il Trofeo R5 , a bordo delle performanti vetture della classe R5 di ultima generazione, il Trofeo Lady , che verrà assegnato a una delle quattro campionesse di rally alla guida di Peugeot 208 R2B e il Trofeo GR Yaris , nato dall'esperienza del team TOYOTA GAZOO RACING nel campionato mondiale WRC , che verrà conteso da quattro piloti in una gara a tempo a bordo delle nuove TOYOTA dal DNA sportivo, dotate del più potente motore a tre cilindri al mondo 1.6 turbo con 261 CV . Il circuito esterno si snoderà tra chicane, curve a gomito e rettilinei ed è stato studiato per garantire grandi emozioni e mass

BMW 3.0 CSL, nata per la pista

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La BMW 3.0 CSL combina un design unico con un'esperienza di guida pura in un'auto a due posti. Sviluppata con l'intento di combinare il meglio di cinque decenni di esperienza di  BMW M GmbH nelle corse, la BMW 3.0 CSL è una produzione limitata che comprende un'elaborata lavorazione artigianale. Per celebrare l'anniversario, infatti, verranno messe in vendita esattamente 50 unità numerate . La produzione di tutti i veicoli richiederà circa tre mesi. Ognuno di essi verrà creato con assoluta dedizione e un'attenzione all'eccellenza artigianale, con tecnologie precisamente coordinate in un elaborato processo di produzione presso la sede esterna dello stabilimento del BMW Group di Dingolfing a Moosthenning , in Bassa Baviera . Gli esclusivi componenti interni in plastica rinforzata con fibra di carbonio ( CFRP ) sono prodotti a mano sia a Monaco , sia nella fabbrica di componenti del BMW Group a Landshut da specialisti della carrozzeria appositamente incar

Lancia Delta HF Integrale, una leggenda

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Basta pronunciare il nome Lancia Delta per far sussultare gli appassionati delle auto in tutto il mondo e i fan dei Rally . Il pensiero corre subito al 1988 , quando la Lancia Delta HF 4WD , che segnò l’ingresso di Lancia nel settore delle berline da turismo a 4 ruote motrici, evolse nell'iconica Lancia Delta HF Integrale , ricordata da tutti per il suo frontale aggressivo, dove spiccavano le prese d’aria frontali maggiorate e i passaruota allargati, per ospitare gomme più larghe. Sopra, la Lancia Delta HF Integrale del periodo 1991-1993 . Si passò così dalla Lancia Delta HF Integrale 16V , caratterizzata da una vistosa gobba sul cofano motore necessaria per ospitare la nuova testata, alla Lancia Delta HF Integrale 16V Evoluzione , su cui vennero ulteriormente allargati i parafanghi e al posteriore della quale spuntò un vistoso spoiler alla fine del tetto.  Da questa straordinaria compatta stradale, il marchio italiano realizzò la più vincente vettura da Rally di tutti i tempi.

Lancia Rally 037, la trazione posteriore che vinse contro le integrali

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Caratterizzata da forme funzionali e spigolose, sia nel frontale, sia nel posteriore, la Lancia Rally 037 , meglio conosciuta con la sigla di progetto 037 , fu una sportiva pura che incarnò la famosa vittoria di Davide contro Golia. La Lancia Rally 037 fu infatti l’ultima vettura a due ruote motrici a vincere il Mondiale di Rally , nel 1983 , battendo avversari più potenti e, soprattutto, dotati di trazione integrale. Nell'immagine qui sopra, la Lancia Rally 037 utilizzata tra il 1982 e il 1983 . La sua originale struttura mista, monoscocca e tubolare, venne completata dall'atelier Pininfarina che sviluppò una carrozzeria aggressiva ed elegante al contempo, in grado di conferire un importante carico aerodinamico.  Per raggiungere la massima efficienza, venne realizzata in poliestere con rinforzi in vetroresina , mentre i due leggerissimi cofani, motore e cofano posteriore, potevano essere smontati integralmente. Gli interni, minimalisti e razionali, furono la quintessenz

Lancia Stratos, pensata per i rally

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L’essenza della Lancia Stratos : una vettura da corsa brutale ed efficiente , nata per vincere e in grado di rompere gli schemi, perché così diversa dai modelli dell’epoca. Ispirata al prototipo Strato’s Zero del 1970 , realizzato da Bertone su disegno di Gandini , la versione definitiva venne presentata l’anno successivo, con la sua futuristica forma a cuneo e il motore 6 cilindri a V della Ferrari Dino 246 . Il frontale è affilato e si armonizza con i passaruota, mentre il parabrezza inclinato ingloba il montante anteriore e prosegue nei vetri laterali. Il tetto scende verticalmente sul piccolo lunotto posteriore, che è avvolto dal grande cofano motore.  Sul posteriore spiccano i fari rotondi e un alettone aggressivo. Nuccio Bertone , papà del prototipo, quando vide la versione finale della Lancia Stratos disse che calza il pilota e il navigatore come una tuta con un atleta, mettendone in mostra la muscolatura . Tutto in questa vettura è progettato per i rally, a partire da cofa

La PEUGEOT 205 TURBO 16 ufficiale al MAUTO di Torino

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La Casa del Leone è sempre stata protagonista delle competizioni motoristiche mondiali e nel mondo dei rally ha scritto importantissimi capitoli della storia, come quelli del leggendario e temuto Gruppo B ( 1982-1986 ). In tale categoria, la leggendaria PEUGEOT 205 TURBO 16 a metà degli anni ’80 ha permesso alla Casa transalpina di vincere ben due campionati del mondo costruttori e piloti, letteralmente sbaragliando l’agguerrita concorrenza. Erano il 1985 ed il 1986 ed alla guida c’erano piloti del calibro di Timo Salonen e Juha Kankkunen . Oggi, uno degli esemplari ufficiali che la Casa del Leone custodisce nel suo Museo di Sochaux è protagonista dell’esposizione che celebra gli anni d’oro dei rally al Museo dell’Automobile di Torino ( MAUTO - The Golden Age of Rally ). L’esemplare messo a disposizione da L’Aventure PEUGEOT di Sochaux è la  PEUGEOT 205 TURBO 16   Evo2 del 1986 che ha corso anche al Rally 1000 Laghi con alla guida Juha Kankkunen , navigato da Juha Piironen

ŠKODA VISION GT

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ŠKODA Design reinterpreta il concetto del modello sportivo ŠKODA 1100 OHC del 1957 e presenta lo studio di design, animato al computer, ŠKODA VISION GT : una futuristica auto da corsa, completamente elettrica, realizzata a Mladá Boleslav . Insieme alla sua antenata, è attualmente esposto alla mostra Design and Transformation , ospitata a Bruxelles e inserita nel programma a sostegno dell’attuale presidenza della Repubblica Ceca nell’ Unione Europea . Il modello di design, animato al computer, ŠKODA VISION GT è uno dei punti forti della mostra Design and Transformation , con sede Bruxelles , realizzata a sostegno della presidenza Ceca dell’ Unione Europea . Un’esposizione che vede coinvolte diverse aziende Boeme nella presentazione di prodotti e studi di design dal 1990 al 2020 .  Nel realizzare il modello  ŠKODA VISION GT , il team di design ŠKODA ha trovato ispirazione nel modello ŠKODA 1100 OHC , del 1957 . La Casa Automobilistica intende, così, inviare un chiaro segnale di

RENAULT R5 TURBO 3E

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" Un anno pop e ricco di sorprese ": questa era la promessa che  RENAULT  ha fatto a Gennaio 2022 lanciando il 50° anniversario della  RENAULT  5 , una delle sue più grandi icone. Dopo numerosi eventi celebrativi, tra cui il  Rally di Montecarlo storico, il Salone Rétromobile , la Le Mans Classic , e dopo la presentazione della showcar elettrica  RENAULT 5 Diamant , la Marca presenterà in anteprima mondiale la RENAULT R5 TURBO 3E nell’ambito del concorso di eleganza di Chantilly Arts et Élégance 2022 ( Dipartimento dell’Oise , in Francia ), che si terrà il 25 settembre . Nell’ambito delle celebrazioni per i 50 anni della  RENAULT 5 , questa showcar 100% elettrica rende un omaggio contemporaneo alle sue versioni sportive più mitiche, le  RENAULT 5 Turbo e la  RENAULT Turbo 2 . Come è logico, il suo nome è RENAULT R5 TURBO 3E , dove il 3 sta ad indicare la continuità rispetto alla RENAULT Turbo 2 e la E simboleggia la motorizzazione elettrica. " RENAULT R5 TURBO 3E

Lamborghini LMDh avrà un motore biturbo V-8

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Lamborghini Squadra Corse  ha annunciato le prime specifiche tecniche del prototipo Lamborghini LMDh che correrà nella classe Hypercar del FIA World Endurance Championship e nella classe GTP dell’ IMSA WeatherTech SportsCar Championship . In conformità con i regolamenti rilasciati dall’ Automobile Club de l'Ouest ( ACO ), l’ International Motor Sports Association ( IMSA ) e la Fédération Internationale de l'Automobile ( FIA ), la vettura sarà equipaggiata con una power unit ibrida che unisce un motore a combustione interna a un sistema di recupero di energia ERS ( Energy Recovery System ), in grado di sviluppare una potenza massima complessiva di 500 kW ( 681 CV ). Lamborghini ha deciso di abbinare al sistema ERS un motore biturbo V-8, con angolo delle bancate di 90°,  progettato da Squadra Corse , il dipartimento motorsport dell’azienda: il peso minimo dell’unità è di 180 kg come da regolamento . Il programma Lamborghini LMDh si inserisce nella transizione ibrida

Gran Premio Nuvolari, tutto pronto per la 32ª edizione

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Si scaldano i motori della 32ª edizione del Gran Premio Nuvolari , la manifestazione internazionale di regolarità per auto storiche più tecnica d’ Italia , che dal 16 al 18 settembre riunirà a Mantova il gotha dei gentlemen drivers insieme a vetture dal fascino intramontabile per onorare il mito del Grande Nivola , sportivo leggendario, che più di ogni altro ha segnato la storia dell’automobilismo del XX secolo. Nell’anno in cui si festeggia il 130° anniversario della nascita del Mantovano Volante , ricorrenza importante che verrà celebrata grazie all’impegno organizzativo di Mantova Corse , l’evento registra un numero di presenze record: sono infatti 312 gli equipaggi proventi dai cinque continenti e selezionati da un’apposita commissione che prenderanno parte alla competizione, a testimonianza del forte entusiasmo che circonda quella che è considerata una delle gare più belle al mondo.  Come da consolidata trentennale tradizione del Gran Premio Nuvolari, il numero 1 verrà riserva

Centenario Autodromo di Monza, FIAT premiata per la vittoria nel primo Gran Premio d’Italia

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L’ Autodromo di Monza compie 100 anni ed è il terzo circuito più antico al mondo ancora in uso, nonché il primo in Europa . Per festeggiare questa ricorrenza è previsto un nutritissimo programma di eventi che attirerà oltre 300.000 visitatori nel prossimo weekend. Inoltre, il Comune di Monza promuove una serie di manifestazioni a carattere storico, tra cui spicca la celebrazione dei marchi, auto e moto, che hanno partecipato al primo Gran Premio disputato sul circuito di Monza , proprio 100 anni fa . Per le quattro ruote l’onore di conquistare il gradino più alto del podio toccò alla FIAT , con la FIAT 804 6 cilindri guidata dal pilota Pietro Bordino. Era il 10 settembre del 1922. Dotata di un motore 2,0 l a 6 cilindri in linea da 95 CV , abbinato a un cambio manuale a quattro marce, la FIAT 804 poteva sfiorare i 170 km/h ed era molto difficile da guidare a causa del peso contenuto pari a 650 kg .  Bordino riuscì tuttavia a domare la potenza di questo bolide, che per la gara

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