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RENAULT Espace, 40 anni dopo

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Rivoluzionario e visionario. RENAULT Espace è stato spesso copiato, senza mai essere eguagliato. Il suo nome è diventato iconico. Tutte e cinque le generazioni, che si sono succedute in circa 40 anni , sono riuscite ad evolvere per stare al passo con i tempi, in linea con le attese dei clienti e l’evoluzione della società. Sono state tutte innovative, rimanendo un punto di riferimento in termini di abitabilità, comfort e comportamento su strada. È grazie a queste generazioni che il nome RENAULT Espace è entrato nella storia. Circa 40 anni dopo , tra la Marca, il modello e il nome  RENAULT Espace  c’è sempre alchimia. Sylvia dos Santos , Responsabile Naming della Marca RENAULT , ha spiegato quelli che possono essere ritenuti i segreti di questa longevità. Sopra, le prime quattro generazioni di  RENAULT Espace . RENAULT Espace V . Nel 1983 ,  RENAULT  svelò  RENAULT Espace . Quarant’anni dopo, l’imminente sesta generazione di questo modello incarna sempre gli stessi principi: comfort,

Audi Sport quattro

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Al Salone Internazionale dell’Automobile di Ginevra del 1980 , una coupé sportiva suscitò grande clamore: sulla calandra spiccava il logo dei quattro anelli, mentre sotto la scocca operava la trazione integrale quattro. Audi quattro , icona del Brand, fu la prima vettura europea equipaggiata con la soluzione 4WD : una scelta tecnica rivelatasi sin dagli albori perfetta per ottenere leggerezza, compattezza, efficienza e ridotte perdite meccaniche. La coupé Audi quattro esordì nel Motorsport all’inizio del 1981 , in occasione dello Jänner Rallye in Austria . Da allora, il sistema di trazione integrale progettato dalla Casa di Ingolstadt ha rivoluzionato il mondo dei rally e del Motorsport.  Per confermare i vantaggi competitivi nei confronti della concorrenza, dall’estate del 1982 , Audi iniziò a sviluppare una variante a passo corto, introducendo una riduzione del passo di 320 mm . Nacque così, nel 1984 , Audi Sport quattro .  Il 5 cilindri turbo di 2,1 l , forte della distribuzio

Audi Sport GmbH

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Fondata nel 1983 per tutelare la denominazione quattro , quattro GmbH , consociata di AUDI AG , era inizialmente specializzata nella commercializzazione di accessori d’alto livello. Nel 1995 , quattro GmbH presentò i primi modelli Audi personalizzati, tra i quali Audi A8 e Audi Cabriolet , per poi evolvere in costruttore nel 1996 . Nell'immagine sopra, l' Audi S6 Plus . La prima vettura realizzata da quattro GmbH fu l' Audi S6 plus , introdotta nel 1997 . Disponibile nelle configurazioni berlina e Avant , grazie al possente V8 4.2 aspirato da 326 CV poteva contare su prestazioni da vera sportiva. Ad Audi S6 plus fece seguito la prima generazione di Audi RS 4 ( B5 ), primo modello RS  firmato quattro GmbH . Sopra, l' Audi RS 4 Avant B5 . La vettura, mossa da un V6 biturbo da 380 CV , venne prodotta a Neckarsulm in 6.043 esemplari ben presto divenuti da collezione. Poco dopo l’inizio del nuovo millennio, quattro GmbH dovette decidere quale vettura, dopo Audi R

Opel Astra OPC

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Le versioni OPC risalgono a oltre venti anni fa. Nell’autunno del 2002 , fecero la loro comparsa le nuove Opel Astra OPC 3 porte e Opel Astra OPC Station Wagon , una coppia di vetture con velleità sportive. Il motore 2 litri ECOTEC turbo-benzina da 200 CV ( 147 kW ), che equipaggiava entrambe le vetture, consentiva prestazioni di valore assoluto: 240 km/h di velocità massima per la 3 porte, 231 km/h per la Station Wagon. Quest'ultima, in particolare, rappresentava qualcosa di veramente unico nel segmento delle automobili compatte: nessun altro costruttore offriva all’epoca un'analoga combinazione di potenza, praticità ed abitabilità in questo segmento di mercato ad un prezzo altrettanto competitivo. Gli specialisti dell' Opel Performance Center ( OPC ) avevano adeguato sospensioni, ruote e freni della Opel Astra alle prestazioni potenziali delle nuove versioni. Tutto questo, insieme alle caratteristiche del 4 cilindri 16 valvole turbo benzina , portava ad un'en

Lancia Delta HF Integrale, una leggenda

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Basta pronunciare il nome Lancia Delta per far sussultare gli appassionati delle auto in tutto il mondo e i fan dei Rally . Il pensiero corre subito al 1988 , quando la Lancia Delta HF 4WD , che segnò l’ingresso di Lancia nel settore delle berline da turismo a 4 ruote motrici, evolse nell'iconica Lancia Delta HF Integrale , ricordata da tutti per il suo frontale aggressivo, dove spiccavano le prese d’aria frontali maggiorate e i passaruota allargati, per ospitare gomme più larghe. Sopra, la Lancia Delta HF Integrale del periodo 1991-1993 . Si passò così dalla Lancia Delta HF Integrale 16V , caratterizzata da una vistosa gobba sul cofano motore necessaria per ospitare la nuova testata, alla Lancia Delta HF Integrale 16V Evoluzione , su cui vennero ulteriormente allargati i parafanghi e al posteriore della quale spuntò un vistoso spoiler alla fine del tetto.  Da questa straordinaria compatta stradale, il marchio italiano realizzò la più vincente vettura da Rally di tutti i tempi.

Lancia Rally 037, la trazione posteriore che vinse contro le integrali

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Caratterizzata da forme funzionali e spigolose, sia nel frontale, sia nel posteriore, la Lancia Rally 037 , meglio conosciuta con la sigla di progetto 037 , fu una sportiva pura che incarnò la famosa vittoria di Davide contro Golia. La Lancia Rally 037 fu infatti l’ultima vettura a due ruote motrici a vincere il Mondiale di Rally , nel 1983 , battendo avversari più potenti e, soprattutto, dotati di trazione integrale. Nell'immagine qui sopra, la Lancia Rally 037 utilizzata tra il 1982 e il 1983 . La sua originale struttura mista, monoscocca e tubolare, venne completata dall'atelier Pininfarina che sviluppò una carrozzeria aggressiva ed elegante al contempo, in grado di conferire un importante carico aerodinamico.  Per raggiungere la massima efficienza, venne realizzata in poliestere con rinforzi in vetroresina , mentre i due leggerissimi cofani, motore e cofano posteriore, potevano essere smontati integralmente. Gli interni, minimalisti e razionali, furono la quintessenz

Lancia Stratos, pensata per i rally

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L’essenza della Lancia Stratos : una vettura da corsa brutale ed efficiente , nata per vincere e in grado di rompere gli schemi, perché così diversa dai modelli dell’epoca. Ispirata al prototipo Strato’s Zero del 1970 , realizzato da Bertone su disegno di Gandini , la versione definitiva venne presentata l’anno successivo, con la sua futuristica forma a cuneo e il motore 6 cilindri a V della Ferrari Dino 246 . Il frontale è affilato e si armonizza con i passaruota, mentre il parabrezza inclinato ingloba il montante anteriore e prosegue nei vetri laterali. Il tetto scende verticalmente sul piccolo lunotto posteriore, che è avvolto dal grande cofano motore.  Sul posteriore spiccano i fari rotondi e un alettone aggressivo. Nuccio Bertone , papà del prototipo, quando vide la versione finale della Lancia Stratos disse che calza il pilota e il navigatore come una tuta con un atleta, mettendone in mostra la muscolatura . Tutto in questa vettura è progettato per i rally, a partire da cofa

ABARTH Classiche 500 RECORD MONZA ‘58

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L’ Heritage STELLANTIS è uno dei protagonisti della dodicesima edizione di Milano AutoClassica ( Fiera di Milano , 1 8-20 novembre ), il salone dedicato all’auto classica e sportiva che costituisce un punto di riferimento per appassionati, collezionisti, Musei e Club del settore. La manifestazione è infatti l’occasione per mostrare al pubblico, per la prima volta, la più recente realizzazione del team Heritage, la ABARTH Classiche 500 RECORD MONZA ‘58 , una vettura celebrativa dedicata al centenario dell’ Autodromo di Monza , il tempio della velocità italiano in cui il marchio ABARTH ha collezionato innumerevoli successi. Tra i più significativi, proprio i sei record di velocità e durata ottenuti in una settimana nel febbraio 1958 a bordo della prima FIAT 500 elaborata dalla Casa dello Scorpione, sotto l'attenta supervisione di Carlo Abarth in persona. Da qui il nome di questo esemplare unico, creato intervenendo su una FIAT 500 del 1970 con specifici trattamenti estetici e

Lancia Fulvia Coupé, famosa per il suo abitacolo a torretta

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Nel 1965 , nacque la Lancia Fulvia Coupé , la raffinata compatta del marchio Lancia che, rispetto alla berlina del 1963 , si caratterizzò per una linea più semplice e sportiva, una configurazione a 2 posti più 2, un abitacolo luminoso, con ampie vetrature e il parabrezza e il lunotto inclinati. Disegnata da Piero Castagnero , allora alla guida del Centro Stile Lancia , la  Lancia Fulvia Coupé  prese ispirazione dalle linee dei motoscafi Riva , con il frontale slanciato e la coda dal taglio netto. Al suo esordio, conquistò pubblico e critica per via del classico abitacolo a torretta , caratterizzato dall’ampia superficie vetrata e montanti sottili per un’ottima visibilità esterna.  Gli interni si distinsero per il perfetto compromesso tra sportività ed eleganza, con il cruscotto e il volante in legno. Tra le particolarità, va ricordata la strumentazione estremamente completa, dove spiccarono il contachilometri ed il contagiri tondi di grandi dimensioni. Le stesse forme pure e geometric

La PEUGEOT 205 TURBO 16 ufficiale al MAUTO di Torino

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La Casa del Leone è sempre stata protagonista delle competizioni motoristiche mondiali e nel mondo dei rally ha scritto importantissimi capitoli della storia, come quelli del leggendario e temuto Gruppo B ( 1982-1986 ). In tale categoria, la leggendaria PEUGEOT 205 TURBO 16 a metà degli anni ’80 ha permesso alla Casa transalpina di vincere ben due campionati del mondo costruttori e piloti, letteralmente sbaragliando l’agguerrita concorrenza. Erano il 1985 ed il 1986 ed alla guida c’erano piloti del calibro di Timo Salonen e Juha Kankkunen . Oggi, uno degli esemplari ufficiali che la Casa del Leone custodisce nel suo Museo di Sochaux è protagonista dell’esposizione che celebra gli anni d’oro dei rally al Museo dell’Automobile di Torino ( MAUTO - The Golden Age of Rally ). L’esemplare messo a disposizione da L’Aventure PEUGEOT di Sochaux è la  PEUGEOT 205 TURBO 16   Evo2 del 1986 che ha corso anche al Rally 1000 Laghi con alla guida Juha Kankkunen , navigato da Juha Piironen

Opel Calibra, breve storia a 25 anni dalla fine della sua produzione

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Venticinque anni fa, nel 1997 , dallo stabilimento di Rüsselsheim , in Germania , uscì di produzione l’ultimo esemplare della  Opel Calibra , l’iconica vettura che aveva rivitalizzato il mercato europeo delle coupé. Realizzata sulla stessa piattaforma della prima generazione di Opel Vectra , entrò in produzione nel giugno 1990 , ma da quando venne presentata al pubblico, in anteprima mondiale al Salone di Francoforte del settembre 1989 , fece subito sensazione. Qui sopra, una Opel Calibra del 1989 in galleria del vento. Sotto una linea indubbiamente indovinata sia dal punto di vista estetico, sia aerodinamico, con un  C x  pari a 0,26 ), si nascondeva un abitacolo spazioso per 4 persone e 300 l di bagagli. Economicità nell'uso quotidiano e prezzi concorrenziali furono altre ragioni del successo commerciale di Opel Calibra . In sintesi, con questa coupé, Opel interpretò felicemente il rinnovato interesse del pubblico europeo degli anni '90 per automobili eleganti e sportive

RENAULT 5, incontro con i collezionisti dell'associazione AIR-5

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Andare a sciare con la RENAULT 5 , utilizzarla per gli spostamenti quotidiani o portarla ai raduni degli appassionati per tutta Europa : sono queste le avventure che vivono i membri dell’ Association Internationale Renault 5 ( AIR-5 ), che riunisce gli appassionati dell’iconico modello che, quest’anno, festeggia il 50° compleanno . Per scoprire una collezione fuori dal comune e un’amicizia che va oltre i confini dell’automobile, bisogna andare nella regione di Orléans , in Francia . Oltre sessanta RENAULT 5 di tutti i tipi sono disposte tutte in fila in un hangar di 1.000 m² . È qui che si custodiscono e costruiscono i migliori ricordi di un gruppetto di sei amici. Nell’officina in cui Matthieu , Benjamin , Virginie , Cédric , Nicolas ed Eric condividono una collezione di oltre sessanta  RENAULT 5 , di tutti i colori e le versioni, si respira un’atmosfera anni '80. Da una delle prime  RENAULT 5  del 1972 , arancione, com’è giusto che sia, alla mitica sportiva  RENAULT 5   Turbo

1970 ALPINE-RENAULT A110 1600S

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L’ ALPINE-RENAULT A110 1600S fu una versione sportiva dell’ ALPINE-RENAULT A110 , specificatamente progettata per partecipare alle competizioni rallystiche, soprattutto al Campionato Internazionale Costruttori , in cui ha gareggiato dal 1970 al 1972 , conquistando una vittoria nel 1971 . La vettura, equipaggiata con il motore di 1.565 cm³ da 138 CV , guidata da Jean Claude Andruet , vinse il Campionato Europeo Rally 1970 , mentre ALPINE si posizionò al secondo posto nella classifica costruttori. La vittoria al Rally di Monte Carlo del 1973 (il primo del FIA World Rally Championship ), con Jean Claude-Andruet , fu per ALPINE un trionfo senza precedenti che le valse la consacrazione e le aprì la strada per la conquista del titolo mondiale con Jean-Luc Thérier : tre equipaggi sul podio e ben sei nella top ten (oltre ad Andruet , Ove Andersson , Jean-Pierre Nicolas , Jean-Luc Thérier , JeanFrancois Piot e Bernard Darniche ). Per capire il valore di questa icona degli anni '70,

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