2002 Opel Concept M

A venti anni di distanza si può dire senza timore di essere smentiti che lo slanciato prototipo Opel Concept M, presentato in anteprima mondiale al Salone di Ginevra nel marzo 2002, fu molto più che la proposta di un nuovo genere di monovolume, ma un’avanzata prefigurazione della prima generazione di Opel Meriva, che da lì a pochi mesi sarebbe stata lanciata sul mercato.

2002 Opel Concept M

2002 Opel Concept M

2002 Opel Concept M

Alta 1.620 mm e con un passo di 2.630 mm (16 mm più dell’Opel Astra Station Wagon dell’epoca), Opel Concept M disponeva al suo interno di ampio spazio per 4 persone. Nonostante le sue contenute dimensioni esterne, aveva il potenziale per accogliere soluzioni innovative. 

Il motore a metano era un 1.6 turbo da 150 CV (110 kW) ed era collegato alle ruote motrici anteriori attraverso il cambio automatizzato Opel Easytronic. Una meccanica d'avanguardia ed a basso impatto ambientale permetteva a questa monovolume di fornire prestazioni quasi da vettura sportiva.

2002 Opel Concept M

"Opel Concept M è una diretta discendente di studi all'avanguardia come la fresca e giovanile Opel Frogster oppure l'elegante Opel Signum2", così si espressero al tempo i dirigenti della Casa di Rüsselsheim. "Come Opel Zafira, sottolinea la creatività dei nostri ingegneri e dei nostri progettisti quando si tratta di sviluppare prodotti nuovi ed innovativi".

Hans Seer, allora capo-progettista della Casa tedesca, aggiunse: "l'aspetto esteriore di Opel Concept M riprende i riusciti tratti stilistici di Opel Signum2. Gli accattivanti copri-fari anteriori in plexiglas derivano da quelli della nuova Opel Vectra GTS".

2002 Opel Concept M

Ulteriore dinamicità veniva conferita dai paraurti colorati, raccordati agli archi passaruota particolarmente ampi. Le ruote con cerchi di 17" montavano pneumatici da 225/45. La luce-stop posteriore a tutta larghezza, inserita nella parte superiore del lunotto, utilizzava tre differenti gradi di luminosità per segnalare l'intensità con cui era stato premuto il pedale dei freni. La bordura cromata applicata lungo il portellone richiamava il design della nuova Opel Vectra.

2002 Opel Concept M

Interni luminosi e materiali d'alta qualità caratterizzavano l'abitacolo, all'interno del quale si trovavano quattro comodi sedili singoli. Tutti gli occupanti avevano a disposizione ampio spazio all'altezza delle spalle, paragonabile a quello di molte berline medie. Entrare era facile: le porte emergevano verso l'esterno premendo un pulsante sulle maniglie.

2002 Opel Concept M

2002 Opel Concept M

Il bagagliaio era spazioso quanto l'abitacolo. Se tutti e 4 i sedili erano occupati restava ancora una capacità di 380 litri, maggiore cioè di quello di una classica vettura del segmento delle compatte. Con i sedili posteriori ripiegati in avanti, invece, la sua capacità saliva ad 880 litri. Nella console superiore larga 30 cm, ed in quella centrale integrata, c'era ulteriore spazio dove riporre oggetti. La prima conteneva lampade di lettura ed ospitava l'apparecchio AutoVision con lettore DVD.

Altre soluzioni andavano a vantaggio della praticità e della flessibilità degli interni. Un particolare, ripreso da Opel Signum2, era la console centrale variabile che si prolungava in contenitori multiuso di alluminio inseriti tra il guidatore ed il passeggero anteriore dove era possibile appoggiare bicchieri, utensili oppure un personal computer.

2002 Opel Concept M

Opel Concept M era dotata di un minicomputer che poteva essere tolto dalla vettura per poter essere utilizzato come un supporto elettronico al di fuori della stessa. Quando era installato al centro del pannello che regolava l'impianto audio e la ventilazione, mostrava le regolazioni istantanee del riscaldamento e del climatizzatore. Abbinato ad un telefono mobile, poteva anche collegarsi con Internet.

La strumentazione era altrettanto sofisticata per l’epoca. Uno schermo completamente riconfigurabile di 8,9" in formato 2:1 trasmetteva al guidatore le informazioni relative alla velocità del veicolo e al regime di rotazione del motore attraverso due strumenti circolari di facile lettura. Il sistema di navigazione segnalava in anticipo l'approssimarsi della svolta, mostrando una grande freccia rivolta nella direzione da prendere. L’allora futuristico display del centro informativo poteva essere regolato a secondo delle preferenze del guidatore.

La meccanica di Opel Concept M era sofisticata quanto il design. Il motore ECOTEC di 1.600 cm3 a metano sviluppava, come anticipato, 150 CV (110 kW). "È una combinazione ideale", spiegò Ingo Janthur, l'Ingegnere Responsabile del Propulsore. "Il turbocompressore compensa il minor rendimento tipico dei motori a metano". I vantaggi furono una maggiore resistenza al battito e quindi la possibilità di utilizzare elevati rapporti geometrici di compressione. 

Il 16 valvole ECOTEC con turbocompressore integrato funzionava ad una pressione relativa di sovralimentazione che raggiungeva 0,92 bar e aveva un'ottima elasticità di funzionamento a tutti i regimi. Il valore massimo di coppia, pari a circa 205 Nm (20,9 kgm), veniva raggiunto ad appena 1.980 giri/min, mentre il valore di 200 Nm (20,4 kgm), pressoché prossimo al valore massimo, veniva garantito tra i 1.950 giri/min e i 5.000 giri/min.

La coppia era inviata alle ruote anteriori attraverso un cambio automatizzato Easytronic a 5 marce. Il prototipo disponeva di ulteriori selettori sul volante che servivano a semplificare ulteriormente l'inserimento delle marce. Opel Concept M accelerava da 0 km/h a 100 kmh in 9,8 s e raggiungeva una velocità massima di 202 km/h

Sebbene fosse stato ottimizzato per funzionare a metano, il motore era in grado di utilizzare normale benzina. Le sue emissioni di 145 g/km di anidride carbonica erano inferiori del 30% rispetto a quelle di un'analoga vettura a benzina.

Archivio immagini: Opel

Commenti

Articoli popolari

Il motore Toyota 2JZ-GTE, ancora oggi una leggenda

USAG, il giravite elettrico 324 XP

Auto presidenziali russe: le nuove Aurus

2020 Ford Puma Titanium X 1.0 Ecoboost Hybrid 125 CV, il meglio di ogni mondo

Il grado termico di una candela e i parametri del motore legati ad esso

Formula Italia, a 50 anni dall'esordio

Abarth 695 Tributo 131 Rally

Il funzionamento della valvola by-pass o blowby nei motori turbo, spesso definita anche valvola pop-off

Porsche 911 Sport Classic

Post-Industrial Recycled (PIR) TPE per la realizzazione degli interni nel settore automobilistico