Dalla Citroën Méhari alla concept car Citroën Cactus M

Dopo mesi passati al chiuso per effetto dell'emergenza sanitaria, la voglia di libertà ispira con ulteriore forza un nuovo concetto di evasione. Se le quattro ruote sono da tempo al centro della mobilità, il concetto di una vettura che consente di vivere veramente all'aria aperta trova oggi nuovo vigore. Così, scoprendo l'annuario delle iconiche vetture che hanno fatto la storia dell'auto, suggestionando un’intera generazione, si possono riscoprire tutti i pregi di Citroën Méhari, presentata nel 1968.

Citroën Méhari 4x4 ambulanza alla Dakar del 1980
Qui sopra, la Citroën Méhari 4x4 ambulanza alla Dakar del 1980.

Citroën Méhari 4x4 a Nimes nel 1979
Nell'immagine qui sopra, la Citroën Méhari 4x4 a Nimes nel 1979.

Citroën Méhari del 1973 in configurazione pick-up
Sopra, la Citroën Méhari del 1973 in configurazione pick-up.

Citroën Méhari del 1978
Sopra, la Citroën Méhari del 1978.

Ad oltre 50 anni dal suo esordio, questa autentica leggenda continua a mostrare le ragioni del suo successo. Ad iniziare dalla sua tecnica costruttiva, grazie alla carrozzeria interamente realizzata in plastica. Come materiale, l'ABS (Acrilonitrile Butadiene Stirene), è facilmente termoformabile, flessibile e si può colorare nella massa. 

L’originale Citroën Méhari è leggerissima, quindi in grado di affrontare qualunque fondo stradale senza grandi difficoltà, non si impantana nel fango o nella sabbia, non affonda nella neve. 

Cacciatori, campeggiatori, cercatori di funghi, amanti dell’aria aperta, dalla spiaggia all’alta montagna: tutti sono rimasti stregati dal fascino di questo veicolo innovativo, che fila veloce grazie alla sua leggerezza, e che può viaggiare e resistere ovunque. Proprio queste caratteristiche sono alla base del nome Méhari, mutuato da quello di una razza di dromedari da corsa particolarmente robusti e resistenti. 

Il progetto originale ne definisce la struttura base: una cabriolet a due porte e due o quattro posti, sulla cui parte posteriore è possibile ricavare uno spazio per le gambe dei passeggeri posteriori, sistemati su un sedile pieghevole che quando non utilizzato forma un piano di carico unico, dal paraurti posteriore sino agli schienali dei sedili anteriori. 

Il parabrezza, abbattibile, contiene gli ancoraggi per due ferri che si uniscono ad un arco (smontabile), che sormonta i sedili di conducente e passeggero anteriore. Su questa struttura si può montare un tettuccio in tela, che crea un abitacolo per i passeggeri anteriori. Estendendo il telo si arriva a coprire anche i passeggeri posteriori ed il bagagliaio, ottenendo così una berlina a quattro posti. Le combinazioni sono infinite: con porte in tela o rigide, pannellature laterali in tela o anche carrozzerie in plastica rigida totalmente modulabili, disponibili nei colori della Méhari. 

Per la produzione, Citroën decide di realizzare un numero limitato di tinte praticamente immutate durante i quasi vent’anni di produzione: Rouge Hopi, Vert Tibesti, Vert Montana, Orange Kirghiz, Beige Kalahari, Beige Hoggar, Jaune Atacama e, per la versione speciale Azur, anche il bianco e il blu

Tutti i nomi dei colori della Citroën Méhari sono legati ai grandi deserti presenti sul pianeta, deserti che le piccole Citroën Méhari hanno affrontato più volte, sia individualmente sia nei grandi raid, attraverso Asia e Africa dove il veicolo non si insabbia tra le dune. 

La sua evoluzione si spinge infatti fino alle straordinarie 4x4 che hanno servito l’esercito francese, anche in versione paracadutabile, e svolto il ruolo di ambulanze veloci alla Parigi-Dakar del 1980

La versione a trazione integrale si propone con un albero collegato al cambio che aziona un differenziale collegato alle due ruote posteriori, equipaggiate con freni a disco analoghi a quelli anteriori. Il conducente, oltre al normale comando del cambio a 4 rapporti, dispone in questo modo del comando che disinserisce la trazione posteriore e di una seconda leva che comanda il riduttore. 

Citroën Méhari si è guadagnata una posizione di tutto rispetto nella storia dell'auto, tanto da ispirare il prototipo Citroën Cactus M, presentata nel 2015 e che reinterpreta in chiave contemporanea i valori alla base del suo sviluppo.

2015 Citroën Cactus M

2015 Citroën Cactus M

2015 Citroën Cactus M

2015 Citroën Cactus M

2015 Citroën Cactus M

La stessa lettera M vuole rappresentare un omaggio a Citroën Méhari e alla sua storia. A suo agio su differenti tipi di terreno e in tutte le situazioni, la concept car Citroën Cactus M continua ad evocare la stessa sensazione di libertà e di evasione, un invito a vivere nel massimo benessere il proprio tempo libero. 

La spiaggia, la sabbia, il sole e l'acqua sono elementi naturali che si contrappongono a una vettura. Al contrario, Citroën Cactus M è stata sviluppata proprio per questo universo, per vivere più intensamente il tempo libero, senza compromessi. 

Come l'originale Citroën Méhari, le sue tecnologie e innovazioni sono votate a superare i limiti all'esplorazione: dalle condizioni meteorologiche alla logistica, anche su strade sconnesse. La trazione 4x4 è sostituita dal moderno sistema Grip Control per ottimizzare la motricità rilevando eventuali slittamenti sulle ruote motrici, ed intervenendo in modo più o meno incisivo per limitarli. 

L'abitacolo è completamente aperto verso l'esterno, per consentire ai passeggeri di sentirsi in contatto con il mondo che li circonda e si presenta colorato, con le sedute in neoprene ricoperta da un tessuto jersey stampato con tinte vivaci, per una maggiore tenuta dei sedili e meno tempo per l’asciugatura degli stessi. 

Un progetto che ancora oggi rappresenta al meglio l'originale concetto con cui Citroën propone di 'liberare la mente' verso nuovi orizzonti.

Archivio immagini: Citroën

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