1980-1989 Toyota FJ60 e FJ62, sempre più interesse tra i collezionisti

Forse in molti si staranno chiedendo perché proprio una breve guida sul Toyota Land Cruiser che negli anni '80 venne offerto sul mercato americano? La risposta è semplice. Anzi. Le risposte sono semplici: i Toyota FJ60 e FJ62 come a breve vedremo furono tra i modelli più iconici di tutte le generazioni prodotte da Toyota. E poi, prendere in considerazioni le versioni del mercato americano è un po' come analizzare il meglio di quella generazione, perché Toyota negli Stati Uniti ha sempre offerto versioni molto complete e, generalmente, ben motorizzate, in virtù anche della specificità di questo mercato che ha sempre dovuto fare i conti con un pubblico particolarmente esigente in termini di affidabilità. Purtroppo, nel caso del Toyota FJ60 e FJ62 analizzati in questo articolo, i propulsori offerti non furono nulla di entusiasmante.

Toyota Land Cruiser HJ60V del 1981-1987 per il mercato americano
Qui sopra, un Toyota Land Cruiser HJ60V del 1981-1987 per il mercato americano.

Se dovessimo ripercorrere la storia dal lontano 1951, epoca in cui tutto ebbe inizio con la versione BJ commissionata dal governo americano per la Guerra di Corea, verrebbe fuori un articolo troppo lungo. Meglio quindi concentrarci su alcune versioni specifiche, come quella prodotta dal 1980 al 1989 che analizzeremo in questo articolo.

Quando la versione del 1980 arrivò sul mercato, si presentò con un design particolarmente squadrato e con un il noto motore Toyota 2F, un 4,2 litri a sei cilindri in linea. Un'architettura già di per sé spettacolare. Molti si staranno chiedendo il perché anche di questa affermazione: questo tipo di layout è infatti uno dei pochi ad avere forze e momenti del primo e del secondo ordine già equilibrati. Chi ha avuto il piacere di viaggiare su un'auto a sei cilindri, si sarà accorto certamente dell'assenza totale di vibrazioni.

Toyota Land Cruiser HJ60V del 1981-1987 per il mercato americano
Qui sopra, vista posteriore del Toyota Land Cruiser HJ60V del 1981-1987 per il mercato americano.

Ma torniamo al Toyota FJ60 e al successivo Toyota FJ62. Le sorprese in fatti non mancano, a partire dal motore di cui abbiamo appena detto, visto che la serie F di Toyota fu in realtà un motore di derivazione Chevrolet, in particolare un'unità derivata dallo Chevy 235 ci e costruito da Toyota sotto opportuno contratto di licenza. Se qualcuno stesse pensando al motore della Chevrolet Corvette C1, ovvero quella di prima generazione, beh... lasciate perdere, perché le due unità furono molto diverse. 

Questo motore venne omologato negli Stati Uniti per una potenza di 135 HP ed una coppia massima di 210 lb*ft (pari a circa 284 Nm). A ragione, venne considerato un propulsore indistruttibile, sebbene le prestazioni fossero a dir poco asfittiche. Non fraintendeteci, però. Ford e Chevrolet, al tempo, non stavano facendo meglio e mezzi come il Ford Bronco o lo Chevrolet Blazer non andavano molto più lontano. 

Il Toyota FJ60, però, era quanto di più inarrestabile ci fosse e il telaio a longheroni derivato dal precedente Toyota FJ55 fu la firma insindacabile di quanto il Toyota FJ60 fosse un fuoristrada pronto quasi a tutto. Le stesse molle a balestra per avantreno e retrotreno, con quest'ultimo ad assale rigido, erano quanto di più simile ai SUV vecchia scuola del periodo. Certo, il Toyota FJ55 era più alto e lo sbalzo posteriore così pronunciato dell'FJ60 non gli fecero gioco in fuoristrada, ma il Toyota FJ60, con quella sua forma da wagon rialzata, fu comunque un vero successo. 


Il salto rispetto alla generazione precedente fu importante, anche in termini di abitacolo, di rivestimenti e di alcune dotazioni come il sistema di aria condizionata e il servosterzo. Per l'epoca, si trattò di una dotazione da SUV di lusso, non c'è dubbio. Il design inconfondibile rimase lo stesso per quasi tutto il periodo qui esaminato e gli anni si susseguirono con quelle che gli americani definiscono minor updates, aggiornamenti minori.

Qui sopra, un dettaglio della parte superiore del motore di 4,2 litri a sei cilindri.

Quando arrivò il 1988 fece la comparsa un frontale più squadrato, forse sottolineato proprio dai fari rettangolari (due per parte) e dalle linee tese di cofano e paraurti. L'anno prima, nel 1987, gli ingegneri Toyota decisero anche di rivedere in parte il sistema di sospensione per renderlo più confortevole rispetto a quello duro e puro dei primi anni '80. Quello che divenne noto come il Toyota Land Cruiser FJ62 fu proprio la versione a fari squadrati, che tra l'altro ricevette in dote una versione ridimensionata del sei cilindri, ora portato a quota 4,0 litri e dotato di sistema elettronico di iniezione. Con testate completamente riviste fu buono per 155 HP di potenza massima, certo nulla di stratosferico, ma un passo avanti e sempre nel solco dell'affidabilità.

Motore Toyota di 4,0 litri con iniezione elettronica montato sul Land Cruiser FJ62
Qui sopra, il motore Toyota di 4,0 litri con iniezione elettronica montato sul Land Cruiser FJ62.

Toyota Land Cruiser FJ62 con frontale squadrato e doppi fari rettangolari per parte
Qui sopra, il Toyota Land Cruiser FJ62 con frontale squadrato e doppi fari rettangolari per parte.

Fino a qualche tempo fa, soprattutto sul mercato americano, in pochi sembravano badare al Toyota FJ60 e al Toyota FJ62, ma poi d'improvviso in questi ultimi anni l'interesse dei collezionisti sembra essere aumentato a dismisura, tanto che una versione in buono stato potreste doverla pagare anche intorno ai $30.000. 

Se siete appassionati di questa generazione del Land Cruiser e se state pensando di acquistarne uno, anche eventualmente al di fuori del mercato americano, vi consigliamo alcune particolari attenzioni: verificate ovviamente l'eventuale presenza di corrosione del telaio e di ruggine generalizzata lungo la parte inferiore del veicolo. Ma non solo.

Tra i problemi più noti, che spesso rimbalzano tra un forum e l'altro e tra gli operatori del settore, ricordiamo le noie create dalle versioni a carburatore (problemi proprio del carburatore), con interessamento anche della parte di aspirazione dedicata alla generazione della depressione. Lo sterzo e l'assale anteriore meritano anch'essi un controllo accurato, perché nel tempo si sono dimostrati tra gli elementi più critici. 

Molti esemplari che ad un primo approccio sembrano muoversi senza problemi potrebbero nascondere alcune perdite importanti attraverso guarnizioni ormai stremate. Stiamo comunque parlando di veicoli con più o meno 40 anni di vita e che spesso sono stati sottoposti a sforzi considerevoli.

Archivio immagini: Toyota

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