1993 - Fiat Coupé, il design




Il Coupé Fiat colpì al primo sguardo per la nitida bellezza delle sue linee. Una bellezza grintosa, ma senza eccessi: la forma dichiarava la funzione della vettura e ne individuava inconfondibilmente la personalità. L‘aspetto d’insieme era in sintonia con il gusto contemporaneo, ma ben lontano dai rigori di certe esercitazioni “high-tech”. Al contrario, volumi e superfici, materiali e colori diedero vita ad un oggetto che attirava per la sua armonia coinvolgente e per il suo slancio, nel solco della migliore tradizione del design italiano.

1994-1999 - Fiat Coupé.
1994-1999 - Fiat Coupé.

I tratti più originali e caratterizzanti si leggevano sulla fiancata. Due sottili pieghe ad andamento leggermente curvilineo partivano dalla base del parabrezza e dalla coda, segnando longitudinalmente la lamiera a due diversi livelli di altezza e raccordandosi l’una con l’altra con una corta diagonale, descrivendo una specie di Z. L’effetto ottenuto era quello di movimentare la superficie, che acquisiva inoltre una singolare personalizzazione dinamica, di accentuato andamento deportante, grazie a due decisi tagli inclinati verso l’avanti, all’altezza del passaruota, con un trattamento grafico che poteva ricondurre ai valori dell’arte contemporanea italiana. Le nervature oblique all’altezza dei passaruota anteriori, oltre al motivo estetico, si integravano perfettamente con il taglio laterale del cofano motore che, grazie a tale soluzione, aveva il vantaggio di offrire un'accessibilità totale all’intero avantreno in posizione aperta. Un’altra caratteristica fu data dall’equilibrio formale dell’insieme: scocca, superfici trasparenti, dischi ruota e parti non metalliche, quasi tutte nere, apparivano bene integrate in un’unica figura, da qualunque punto la si osservava. La gamma dei colori, caldi, piacevoli e intensi, concorreva idealmente alla definizione visiva della carrozzeria, sui cui spiccava un padiglione di aerea leggerezza.

1993 - Fiat Coupé.
1993 - Fiat Coupé.

La pulizia del disegno fu perseguita con coerenza: basti pensare che sulle due fiancate, a parte il sottile logo Pininfarina non si trovava alcun elemento per così dire estraneo: nemmeno le maniglie per l'apertura delle porte, collocate sui montanti delle porte stesse, che dividevano i finestrini anteriori da quelli posteriori. Nella stessa ottica si collocava, come accennato prima, la scelta di chiudere il vano motore non con un normale “coperchio”, bensì con tutta la parte che sovrastava l’avantreno (cofano con parafanghi, fari e calandra). Quest‘ultima soluzione fu ereditata direttamente dal mondo delle corse, ma non fu la sola riscontrabile sul Fiat Coupé. Il frontale si distingueva per la stilizzazione molto ricercata, con tratti curvilinei che richiamavano i connotati delle berlinette sportive di una volta, ai quali facevano da aggressivo contrappunto linee oblique sul cofano motore e feritoie di aerazione sulla calandra e sul paraurti. Anche i gruppi ottici furono d’ispirazione “corsaiola”, dunque non vennero realizzati a scomparsa. Ciò permise, inoltre, di non determinare variazioni di Cx e di rumorosità tra marcia diurna e notturna. Incorporati all'interno del grande cofano fortemente deportante, i due proiettori erano protetti da un'originale carenatura, una palpebra trasparente di policarbonato che, nella sua forma ondulata, riproponeva emblematicamente la superficie dell’acqua messa in movimento dal vento. La parte posteriore accresceva la sensazione di compattezza del Fiat Coupé, con una coda tronca bene armonizzata nel contesto della vettura, due gruppi luce incassati, con due elementi circolari ciascuno e, sulla destra, il tappo del serbatoio carburante ad apertura rapida in alluminio. Se si osservava il Fiat Coupé, provando a girargli intorno, si percepiva il senso di un “tutto unico”, in cui forma e funzione si integravano anziché sopraffarsi a vicenda. Avanguardia stilistica e citazioni classiche convivevano in una felice sintesi estetica.

1993 - Fiat Coupé.
1993 - Fiat Coupé.

1993 - Fiat Coupé, gli interni

L’abitacolo del Fiat Coupé rivelava una coerenza concettuale, oltre che visiva, con il design della carrozzeria. Chi sedeva al posto di guida aveva l’immediata sensazione di essere a bordo di una vettura sportiva, ma nello stesso tempo scopriva attorno a sé uno spazio abitabile ampio, luminoso, comodo. Anche coloro che sedevano dietro non dovevano subire la costrizione più o meno abituale dei cosiddetti “2+2", potendo contare su due veri sedili confortevoli. II volante a tre razze, cucito in pelle, fu forse il più spinto fra i connotati “corsaioli” dell’interno della vettura, che per il resto non esasperava quell’indirizzo stilistico, limitandosi a citazioni o allusioni simboliche. Il cruscotto, per esempio, si rifaceva a quelli delle sportive anni ’60, con un pannello metallico in cui erano collocati quattro strumenti circolari, sottolineati da un rettangolo lungo e sottile che alloggiava le spie. Gli strumenti erano a rappresentazione analogica e comprendevano: tachimetro, contachilometri, contagiri, termometro per il liquido di raffreddamento, indicatore del livello carburante, manometro e termometro olio. La plancia era percorsa superiormente da una fascia nel colore della vettura, che raccordava i bordi delle portiere alla base dei cristalli laterali, avvolgendo così i passeggeri.

1993 - Fiat Coupé.
1993 - Fiat Coupé.

1993 - Fiat Coupé.
1993 - Fiat Coupé.

Una cura particolarmente attenta venne riservata alla progettazione dei sedili anteriori: l’assetto era schiettamente sportivo ed offriva un elevato contenimento laterale su qualsiasi tipo di percorso, senza sacrificare il comfort. Un contributo notevole alla sicurezza era dato dalle traverse anti-submarining, che avrebbero impedito ai passeggeri, in caso di forti decelerazioni, di sprofondare nella seduta e quindi sgusciare al di sotto del ramo addominale della cintura. L’accesso ai posti posteriori, oltre che dal grande angolo d’apertura delle portiere, era reso agevole grazie a specifiche predisposizioni. In particolare, il sedile del passeggero anteriore era dotato non soltanto del dispositivo di ribaltamento dello schienale, ma anche del dispositivo di traslazione, con memoria di ritorno meccanica. Lo schienale del sedile posteriore sinistro era abbattibile, il che aumentava la capacità del vano bagagli consentendo il trasporti di carichi e oggetti di maggiore lunghezza, come per esempio un paio di sci o una sacca da golf. L‘impianto di climatizzazione, in sintonia con lo spirito del Coupé Fiat, era a regolazione manuale anziché automatica e garantiva eccellenti livelli di portata, distribuzione, stratificazione della temperatura e grado di umidità dell’aria, con i relativi vantaggi ai fini del comfort di guida e di viaggio, nonché in termini di sicurezza attiva. I rivestimenti, in pelle naturale o in tessuto pregiato, erano neri e coniugavano felicemente la sobrietà e l'essenzialità sportiva, con la classe proverbiale delle granturismo italiane. Una classe che sul Coupé Fiat era concretamente misurabile anche in quantità di dettagli dell’allestimento, per scelta di materiali, esecuzione e rifiniture accuratamente artigianali. In definitiva, il Fiat Coupé promuoveva, se non una nuova cultura, almeno un sensibile arricchimento del tradizionale concetto di vettura sportiva. Nessuna rinuncia alle raffinatezze della tecnica e della tecnologia, ma anche nessun sacrificio inutile in fatto di eleganza e di comfort. La guida ed il viaggio dovevano offrire piacere. Il Coupé Fiat si propose come un mezzo ideale per il raggiungimento di tale obiettivo.

Archivio immagini: Fiat




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