1993 - Fiat Coupé, i motori dell'esordio

Il Fiat Coupé venne proposto con due motorizzazioni, entrambe plurivalvole: il 2.0 l6v da 142 CV (DIN), capace di far raggiungere alla vettura una velocità massima di 208 km/h e un accelerazione da 0 a 100 km/h in 9,2 s, e il 2,0 litri 16v turbo, con una potenza di 195 CV (DIN), per una velocità di 225 km/h e un'accelerazione da 0 a 100 km/h in soli 7,5 s. Motori prestazionali, brillanti, ma anche elastici, all’avanguardia nelle soluzioni tecniche: quattro valvole per cilindro e distribuzione bialbero in testa, doppi alberi controrotanti d’equilibratura, gestione elettronica integrata Marelli IAW d’iniezione e accensione.

1993 - Fiat Coupé, i motori dell'esordio

1993 - Fiat Coupé, il motore 2.0 16v

Si trattava di un 4 cilindri in linea di 1995 cc in grado di erogare una potenza massima 142 cc (DIN) a 6.000 giri/min ed una coppia massima di 180 Nm (CEE) a 4.500 giri/min. Questo propulsore si caratterizzava per soluzioni strutturali e tecniche molto raffinate:
  • distribuzione bialbero in testa a 16 valvole con comando a cinghia dentata;
  • doppi alberi controrotanti d’equilibratura, a vantaggio della massima silenziosità e rotondità di funzionamento;
  • gestione elettronica integrata di accensione e iniezione (Marelli IAW), con funzioni di controllo antidetonazione.
Nella messa a punto, i tecnici Fiat ricercarono il migliore abbinamento fra prestazioni ed elasticità d’erogazione: a 2.000 giri/min era già disponibile 1'80% della coppia massima. Un risultato che venne ottenuto con interventi specifici, quali:
  • corpo farfallato studiato per ottimizzare la progressività del comando acceleratore;
  • profili delle camme che limitavano a 5° l’incrocio della fasatura, a vantaggio sia della guidabilità ai bassi e medi regimi motore, sia del contenimento delle emissioni (principalmente HC);
  • pistoni grafitati, con ottimizzazione del profilo superiore per migliorare la turbolenza e quindi l'efficienza della combustione;
  • segmenti dei pistoni ad altezza ridotta, per diminuire gli attriti e il consumo d’olio.
Particolari attenzioni vennero dedicate anche durante la fase costruttiva, in funzione sia delle prestazioni sia dell'affidabilità:
  • la testa cilindri venne sottoposta ad un trattamento termico atto ad eliminare deformazioni e disuniformità eventualmente generate nel processo di fusione;
  • per le canne cilindri vennero adottate nuove tecnologie di lavorazione in grado di assicurare un preciso controllo delle caratteristiche di rugosità supercficiale, consentendo un’ulteriore riduzione di consumo d’olio.
La centralina elettronica del sistema di gestione fu dotata di autodiagnosi, con memorizzazione permanente (anche in caso di interruzione dell’alimentazione elettrica). In assistenza era quindi sufficiente collegarla all’apposito tester per ottenere la visualizzazione dei dati di funzionamento memorizzati.

1993 - Fiat Coupé, i motori dell'esordio

1993 - Fiat Coupé, il motore 2.0 16v turbo

Questo propulsore plurivalvole sovralimentato di 1.995 cc erogava una potenza massima di 195 CV (DlN) a 5.500 giri/min ed una coppia massima di 290 Nm a 3.400 giri/min. Anche in questo caso si trattava di un motore di concezione avanzata:
  • doppi alberi controrotanti d’equilibratura;
  • distribuzione bialbero in testa a 16 valvole;
  • gestione elettronica integrata IAW, con iniezione multi-point sequenziale fasata, controlli temperatura aria in aspirazione e detonazione, accensione statica con due bobine a doppia uscita;
  • sovralimentazione turbo-intercooler con turbina Garrett raffreddata ad acqua e funzione boost-drive.
L’inserimento del boost-drive venne tarato per fornire la massima progressività di risposta in accelerazione senza innesco di detonazione. Il controllo del battito in testa, rilevato da un sensore collocato nel basamento, venne attuato mediante la riduzione dell’anticipo di accensione e della pressione di sovralimentazione. In questo modo il motore veniva protetto anche in condizioni di funzionamento particolarmente critiche: per esempio, nel caso di alimentazione con benzine a basso numero di ottano e temperature elevate dell’aria. Per garantire prestazioni e massima affidabilità anche in condizioni estreme di temperatura, il motore venne dotato di valvole di scarico raffreddate al sodio e guide valvole in bronzo. Per migliorare la guidabilità e ridurre le emissioni negli avviamenti a freddo, vennero adottati iniettori a doppio getto, posizionati il più vicino possibile alle valvole di aspirazione: soluzione permetteva di ridurre la formazione di film liquido di benzina sulle pareti dei condotti della testa cilindri.

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